VIETNAM IN MY HEART

Descrivere alcune particolarità del Vietnam ad un occidentale ed aspettarsi che il nostro interlocutore possa cogliere appieno ciò di cui si sta parlando è cosa che, a mio avviso, sfiora quasi l' utopia. Di certo ogni suo visitatore ha facoltà di approcciare con questo paese dotandosi di un' infinita gamma di filtri inibitori diversi; ciò nonostante è mia opinione che, per meglio comprendere il Vietnam, occorra avvicinarsi ad esso privandosi dapprima di qualunque preconcetto o sindrome da professore in tuttologia.

" I profumi", "gli spazi", "le interazioni", "le geometrie": spesso, in questo luogo, nulla di ciò a cui siamo abituati in occidente sembra trovare corrispondenza in Vietnam. Qui i profumi, gli spazi, le interazioni, le geometrie, molto frequentemente, incarnano i sintomi di un pot-pourri di sopraggiunte esigenze miscelatesi, via via nel tempo, ad affascinanti ed ataviche tradizioni e i cui effetti riflettono appieno la profonda essenza, mite e sincera, del popolo Vietnamita...

Quy Nhon è una piccola cittadina dell' area centrale, essa si affaccia direttamente sul Pacifico ed appartiene alla mitica regione di Binh Dinh, patria indiscussa delle principali arti marziali elaborate da questopopolo dalla storia densamente intrisa  di memorabili imprese e di imperturbabili eroi. E proprio nella sua piazza più centrale, con l' avvento del mese di agosto (per alcune serate consecutive), ha avuto luogo il " Festival Internazionale di Vo Co Truyen Viet Nam", giunto oramai alla sua quinta edizione.

Vi hanno preso parte una trentina di nazioni rappresentate da 60 diverse delegazioni alle quali, per ognuna di esse, gli organizzatori avevano messo a disposizione un tutor dotato di conoscenza della lingua inglese. La scheda da me presentata, quanto a seconda lingua parlata, indicava senza ombra di dubbio il francese; così come non vi sono dubbi sulla presenza di alcuni tutor ferrati altresì nel francese i quali sono stati, tutti indistintamente, affiancati a delegazioni prettamente anglofone. Ironia della sorte (chiamiamola così), il sottoscritto ha potuto beneficiare di ben due guide, entrambe studentesse universitarie, dotate però di esclusiva conoscenza delle lingue vietnamita ed inglese.

Non nego una certa irritazione iniziale nonostante ben consapevole di come, inevitabilmente, la presenza di un elevato numero di persone che aderiscono ad un progetto comporti, ogni qualvolta , un aumento esponenziale delle probabilità che qualcosa possa sfuggire all' attenzione degli addetti ai lavori.

Ebbene devo ammettere che, contrariamente ad ogni aspettativa, le difficoltà di comunicazione riscontrate all' atto dei primi approcci con le mie tutor, hanno addirittura finito per favorire la costituzione di uno squisito rapporto umano tra di noi.

Probabilmente la principale concausa di ciò trova spiegazione      nell'impiego di alcune "strategie" alternative al dialogo, caratterizzate dall' impiego di generose dosi di mimica e gestualità le quali, spesso, confluivano in performances più affini al cabaret che all' arte della comunicazione; il tutto, ovviamente, suscitando uno spassoso e vivido compiacimento reciproco. Così, nell' arco di un nonnulla, Tra e Mai (questi i nomi dei miei due angeli custodi a scadenza), erano brevemente diventate le " mie piccole" che, scherzosamente,  mi permettevo di chiamare " piccola- piccola" e " piccola- piccola uno"; non  senza dare adito ai loro sguardi interrogativi. Ed è proprio a Tra e a Mai, anzitutto, che vorrei dedicare questa mia personalissima  panoramica, a tratti schizofrenica, frutto di quest' ultimo tour in Vietnam...

 Da un po' di tempo a questa parte mi è consentito affiancare alle mie generalità l'appellativo di Maestro (nelle arti marziali vietnamite); il che potrebbe anche non sottintendere nulla salvo l'acquisizione di un documento convalidante che ve lo attesta. Ma, più che a seguito delle attestazioni, ritengo di essere giunto a tale traguardo (mi si accetti l' uso del termine altamente fraintendibile) attraverso l' elevato impegno pressoché quotidiano convinto che, sia nell' arte marziale che nella vita di tutti i giorni, nulla abbia pari valore quanto lo spirito con il quale affrontiamo le avversità che ci si parano davanti. Credo altresì nel diritto al riposo del guerriero sebbene, allo stesso tempo, ritengo non spetti ad egli deciderne né il luogo, né i tempi, né le modalità.

A Quy Nhon, trovandomi alle prese con un'epicondilite prossima alla fase acuta e con un piede analogamente dolorante per cause ignote, avrei volentieri rinunciato ad espormi nelle varie esibizioni prospettateci. E non vi avrei probabilmente preso parte se non l' avessi ritenuto importante al fine di mantener fede a ciò in cui credo; la cui cosa va ben oltre il conseguimento degli obbiettivi che la vita ci pone di fronte ed i cui ostacoli,  per il sottoscritto, sono soltanto i mezzi attraverso cui, la vita stessa, ci permette una vivida introspezione sullo stato di salute del nostro spirito e sul grado di maturazione raggiunto...

A Quy Nhon siamo stati accolti da un clima implacabile; vi eravamo giunti dopo un soggiorno di una dozzina di giorni ad Ho Chi Minh e pertanto di già acclimati. Lo spostarci di 500 km più a nord lasciava presupporre che vi avremmo trovato una temperatura almeno relativamente più confortevole ed invece, ancora una volta, ho dovuto ricredermi sulla validità di certe " ovvie teorie "...

Ma anche nel caldo più torrido, quando ne hai bisogno o anche solo per diletto, gli amici della " Sa Long Cuong" sanno sempre rendersi disponibili. E per fortuna sono anche facilmente individuabili grazie alle loro divise, bianche cangianti, che ben si stagliano perfino in mezzo al marasma umano del suddetto festival  il quale, va precisato, è affollato per lo più da praticanti in Vo Phuk Nero. E proprio in tale contesto, per l' ennesima volta nell' arco di pochi mesi, la delegazione ivi schierata dal Maestro Ruggero Biondo ha saputo dar prova di vera passione per l' arte marziale cimentandosi  pressoché in ogni forma di performance ed attività... Soltanto qualche giorno prima, in prossimità del lungomare di Quy Nhon, distratto dalla realizzazione di alcune foto con compagni di altre nazionalità, mettere a fuoco che un goliardico saluto ( percepito in lontananza ) sarebbe stato soltanto il preludio della calorosa accoglienza che mi avrebbero a breve riservato gl' amici della Sa Long Cuong, è stato un momento di vera gioia che, visto l' approssimarsi del mezzogiorno, abbiamo assolutamente voluto prolungare ad oltranza condividendo, tutti insieme, un eccellente pranzetto in stile vietnamita...

Spero di avere modo  di poter approfondire al più presto quanto sommariamente anticipato in questa panoramica introduttiva frutto di un viaggio ricco di esperienze per lo più piacevoli ma,  certamente, tutte indistintamente costruttive; peraltro molte delle quali condivise con i migliori compagni di viaggio che si possano desiderare e che rispondono ai nomi di Davide, Massimo e Hicham. Spero di poter far ritorno quanto prima in questo straordinario paese dove, ad ogni rientro in patria, mi ritrovo a lasciarvi abbondanti porzioni di cuore; cosa questa che non è minimamente sfuggita alle mie piccole, Tra e Mai, sul cui graditissimo dono di commiato trova ampio spazio la scritta " VIETNAM IN MY HEART".

Gianni Zilio